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lunedì 21 marzo 2011

Precario a tempo determinato _ III incontro



Con il patrocinio della Sapienza Università di Roma e del Municipio Roma III
Associazione Culturale Universitaria
Laboratorio del Reale

Invita a tre seminari su
PRECARIO A TEMPO DETERMINATO
Le fatiche di Pedrolino


Un percorso di riflessione e rielaborazione condivisa sul tema del precariato come condizione che coinvolge oggi tutta la persona, ossia la sua dimensione interiore, i processi socio-politici, la capacità di progettarsi rispetto alla propria realizzazione professionale e relazionale.


Terzo Seminario:
Follie.net: liberare il futuro
Giovedì 24 marzo 2011, ore 18
Aula Odeion, Facoltà di Lettere e Filosofia – Sapienza Università di Roma
Piazzale Aldo Moro 5 - Roma


A partire dal linguaggio teatrale (dalla maschera di Pedrolino, precario ante litteram), il terzo incontro intende affrontare l’esperienza del precariato dal punto di vista delle dinamiche creative nella progettazione di sé e del proprio futuro.

Ci domanderemo:
- quali dogmi (personali, sociali, istituzionali, accademici) è necessario scardinare per liberare forme nuove di creatività e per creare spazi per l’assunzione di responsabilità personale e generazionale?
- il mondo della formazione e della ricerca, con le sue strutture e i suoi mezzi, è ancora una valida officina di esperienze creative? Si rivela utile ai fini del raggiungimento di un’efficacia personale nel contesto attuale?
- come succede che, nella progettazione di sé e del proprio lavoro in un contesto di generale precarietà, si decida di assumersi “per professione” la responsabilità per le precarietà di altri?

INTERVENTI E CONTRIBUTI
1. SELENE BIFFI, presidente Youth Action for Change
2. DAVIDE CACCHIARELLI, ricercatore Genetica e Biologia molecolare, Sapienza


mercoledì 16 febbraio 2011

Precario a tempo determinato: seconda tappa!



Secondo Seminario:
Lavoro: d(i)ritto e rovescio
Giovedì 24 febbraio 2011, ore 18
Aula Partenone – Facoltà di Lettere e Filosofia
Sapienza Università di Roma
Piazzale Aldo Moro 5 ‐ Roma


A partire dal linguaggio teatrale (dalla maschera di Pedrolino, precario ante litteram), il secondo incontro intende affrontare l’esperienza del precariato dal punto di vista dei processi socio-politici e delle dinamiche occupazionali.

Ci domanderemo:
- Come con le attuali scelte sindacali si salvaguardano il diritto al lavoro e la continuità occupazionale: un futuro senza diritti o un diritto oggi senza futuro?
- Sviluppo dell’impresa: come mettere insieme l’innovazione in una prospettiva globale e la salvaguardia dell’opportunità d’impiego sul territorio?
- Di cosa tener conto per realizzare dei progetti professionali nell’attuale panorama legislativo e produttivo?
- Esiste un “precariato imprenditoriale”?  E come questo si rapporta alle altre precarietà?


Ci aiuteranno nella riflessione:


MARCO BENTIVOGLI  – Segreteria Nazionale FIM-CISL
PAOLO GUERRIERI –  Editor televisivo e cinematografico





mercoledì 19 gennaio 2011

Precario a tempo determinato: si parte!!!



Con il  patrocinio della Sapienza Università di Roma e del  Municipio Roma III

Associazione Culturale Universitaria
Laboratorio del Reale

propone  tre seminari

PRECARIO A TEMPO DETERMINATO
Le fatiche di Pedrolino


CONTESTO GENERALE DELLA RICERCA
 
Un percorso di riflessione e rielaborazione condivisa sul tema del precariato come condizione che coinvolge oggi tutta la persona, ossia la sua dimensione interiore, i processi socio-politici, la capacità di progettarsi rispetto alla propria realizzazione professionale e relazionale.

Dalla Commedia dell’Arte, alla maschera di Pedrolino, alla ricerca condivisa, all’interpretazione interdisciplinare, al confronto pubblico, alla comunicazione performativa.

Primo Seminario:
Identità e relazioni: deframmentare
Giovedì 27 gennaio 2011, ore 18
Aula Odeion, Facoltà di Lettere e Filosofia
Sapienza Università di Roma
Piazzale Aldo Moro 5 - Roma
 
Il primo incontro intende affrontare l’esperienza del precariato nelle sue conseguenze sulla vita interiore e relazionale della persona secondo due approcci:
- dal punto di vista del vissuto personale quale luogo della conoscenza e progettazione di sé, delle relazioni, dell’affettività e della creativa lettura del mondo. In che modo la preoccupazione per l’immediato si riverbera sulla persona, determinandone un ripiegamento su se stessa o stimolando la fiduciosa apertura all’ulteriorità?
- all’interno della riflessione giuridica, nel suo lavoro di ricezione ed elaborazione delle nuove esperienze di relazione provocate da una condizione di generale precarietà. Alcune definizioni tradizionali, nello specifico quella di famiglia quale nucleo originario di rapporti, sono ancora oggi descrizioni efficaci del vissuto reale contemporaneo?

INTERVENTI E CONTRIBUTI

1. LAURA PETITTA, ricercatore in Psicologia, Sapienza
2. PAOLO TESAURO, professore ordinario di Diritto Costituzionale
3. ROSALBA  ROSIELLO, mediatrice familiare


PROSSIMI INCONTRI

Lavoro: d(i)ritto e rovescio – 2° Seminario
Giovedì 24 febbraio 2011, ore 18
Facoltà di Giurisprudenza – Sapienza Università di Roma
 
Follie.net: liberare il futuro – 3° Seminario
Giovedì 24 marzo 2011, ore 18
Facoltà di Biologia – Sapienza Università di Roma



 

sabato 18 dicembre 2010

Come fuoco elettrico

"Sebbene è spento nel mondo il grande e il bello e il vivo, non ne è spenta in noi l’inclinazione. Se è tolto l’ottenere, non è tolto nè possibile a togliere il desiderare. Non è spento nei giovani l’ardore che li porta a procacciarsi una vita, e a sdegnare la nullità e la monotonia. Ma tolti gli oggetti ai quali anticamente si era rivolto questo ardore, vedete a che cosa li debba portare e li porti effettivamente.
L’ardor giovanile, cosa naturalissima, universale, importantissima, una volta entrava grandemente nella considerazione degli uomini di stato. Questa materia vivissima e di sommo peso, ora non entra più nella bilancia dei politici e dei reggitori, ma è considerata appunto come non esistente. Frattanto ella esiste ed opera senza direzione nessuna, senza provvidenza, senza esser posta a frutto (opera perchè quantunque tutte le istituzioni tendano a distruggerla, la natura non si distrugge, e la natura in un vigor primo freschissimo e sommo com’è in quell’età) e laddove anticamente era una materia impiegata e ordinata alle grandi utilità pubbliche, ora questa materia così naturale, e inestinguibile, divenuta estranea alla macchina e nociva, circola e serpeggia e divora sordamente come un fuoco elettrico, che non si può sopire nè impiegare in bene nè impedire che non iscoppi in temporali in tremuoti ecc."
Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1820