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sabato 18 dicembre 2010

Come fuoco elettrico

"Sebbene è spento nel mondo il grande e il bello e il vivo, non ne è spenta in noi l’inclinazione. Se è tolto l’ottenere, non è tolto nè possibile a togliere il desiderareNon è spento nei giovani l’ardore che li porta a procacciarsi una vita, e a sdegnare la nullità e la monotonia. Ma tolti gli oggetti ai quali anticamente si era rivolto questo ardore, vedete a che cosa li debba portare e li porti effettivamente.
L’ardor giovanile, cosa naturalissima, universale, importantissima, una volta entrava grandemente nella considerazione degli uomini di stato. Questa materia vivissima e di sommo peso, ora non entra più nella bilancia dei politici e dei reggitori, ma è considerata appunto come non esistente. Frattanto ella esiste ed opera senza direzione nessuna, senza provvidenza, senza esser posta a frutto (opera perchè quantunque tutte le istituzioni tendano a distruggerla, la natura non si distrugge, e la natura in un vigor primo freschissimo e sommo com’è in quell’età) e laddove anticamente era una materia impiegata e ordinata alle grandi utilità pubbliche, ora questa materia così naturale, e inestinguibile, divenuta estranea alla macchina e nociva, circola e serpeggia e divora sordamente come un fuoco elettrico, che non si può sopire nè impiegare in bene nè impedire che non iscoppi in temporali in tremuoti ecc."
Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1820

martedì 7 dicembre 2010

Progetto 2009 - 2010

siamo alle presentazioni

Il “Laboratorio del Reale” è un’associazione culturale universitaria laica, fondata nel mese di luglio 2009 da un gruppo di studenti che a partire dal proprio percorso accademico hanno vissuto un’esperienza di confronto all’interno della Sapienza Università di Roma. Essa nasce come tentativo di individuare strumenti in risposta alle diverse istanze antropologiche generate dal quadro socio-politico, recepite all’interno della ricerca scientifica e dell’attività professionale.

L’Associazione, vuole essere laboratorio del reale in cui le competenze e le originalità dei singoli associati possano interagire in uno spazio di lavoro scientifico e pluridisciplinare in vista della realizzazione di concreti, innovativi e incisivi percorsi di formazione intellettuale e professionale.
Il dialogo fecondo delle conoscenze e delle intelligenze creative è inteso come luogo di capacitazione della coscienza personale e comunitaria ai fini di una lettura sempre più qualificata,  autonoma ed oggettiva della realtà storica. L’Associazione fa propria la prospettiva di una laicità capace di recepire le diverse istanze di verità e di verificarle al proprio interno secondo i criteri dell’onestà intellettuale e della promozione dell’uomo.
Nella concordia dei saperi, il cammino di ricerca del “Laboratorio del Reale” accoglie, inoltre, la sapienza religiosa quale orizzonte ulteriore di intelligenza della realtà umana integrale. Attraverso la validità delle diverse tradizioni essa aiuta difatti la ragione, la scienza, lo studio e la ricerca in quella crescita della persona che trae la propria autenticità dalla compenetrazione di metodi ed oggetti tra loro autonomi, eppure reciprocamente significanti.
La forma associativa stessa diventa struttura di mediazione socialmente qualificata tra la comunità universitaria, le istituzioni, i territori, la società civile, e la comunità ecclesiale.