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martedì 19 aprile 2011

precariato: parliamone a teatro!

LE FATICHE DI PEDROLINO
Precario a tempo determinato

“Tu fa’ il tuo… io faccio il mio… e il mio l’ho fatto”

Teatro Allo Scalo
via dei Reti 36, San Lorenzo – Roma

In scena dal Martedì al Sabato ore 21.00
Domenica ore 18.00

con Gabriele Guarino
e la collaborazione di Jvana Tranchina

testo e drammaturgia: Gabriele Guarino e Claudio De Maglio
Luci e fonica: Paolo Ricci
Maschera: Stefano Perocco di Meduna
Ufficio Stampa: Monica Brizzi

Regìa: Claudio De Maglio


Pedrolino è una delle prime maschere che comparvero all’origine della Commedia dell’Arte, il teatro di tradizione italiana nato nel XVI secolo.

Pedrolino è servo che ordisce intrighi, burbero e generoso, buono e vendicativo, perno di tutti gli equilibri, ma amante dell’ombra e dell’osservazione silenziosa degli eventi. E’ una maschera di fatica, “gli tocca far tutto da solo”, perché spesso i suoi compari Zanni non lo riescono a fiancheggiare, o lui non riesce a farsi capire, o perché le situazioni in cui è chiamato ad intervenire si ingarbugliano sempre di più. La fatica dunque. La fatica nel trovare un padrone, una casa, del cibo, un lavoro, fatica nel mangiare, nel dormire, nell’amare, fatica nel cercare compagnia, fatica a costruire,  fatica nel servire. Servire qualcuno, ma anche servire a qualcosa.






Un viaggio di una maschera, trovata in un cartone vuoto in una discarica, attraverso i corpi, le fatiche e le sfide della precarietà per cercare una sua reincarnazione. Un fedele tradimento della tradizione della Commedia dell'Arte e di una delle sue maschere più antiche, troppo spesso dimenticata.

Lo spettacolo nasce dalla lunga indagine di Gabriele Gaurino sulla maschera di Pedrolino, iniziata tre anni fa dal lungo addestramento triennale sulla Commedia dell’Arte, presso il Centro Teatro Ateneo di Ferruccio Marotti, studiando con Carlo Boso, Claudia Contin, Ferruccio Merisi e Claudio De Maglio, regista dello spettacolo. Ricerca proseguita nella sua tesi di laurea “Pedrolino. I misteri di una maschera” con cui si è laureato a pieni voti in Saperi e Tecniche dello Spettacolo presso la Sapienza Università di Roma.

Il progetto costruito quest’anno consacra questa ricerca, ampliandola ai contesti sociali attuali, con la partecipazione della maschera ai seminari sul tema della precarietà organizzati dall’Associazione Culturale Universitaria “Laboratorio del Reale”, percorso che culminerà nella tavola rotonda del 3 maggio presso il Teatro allo Scalo (Roma, San Lorenzo), in apertura del debutto dello spettacolo.

lunedì 21 marzo 2011

Precario a tempo determinato _ III incontro



Con il patrocinio della Sapienza Università di Roma e del Municipio Roma III
Associazione Culturale Universitaria
Laboratorio del Reale

Invita a tre seminari su
PRECARIO A TEMPO DETERMINATO
Le fatiche di Pedrolino


Un percorso di riflessione e rielaborazione condivisa sul tema del precariato come condizione che coinvolge oggi tutta la persona, ossia la sua dimensione interiore, i processi socio-politici, la capacità di progettarsi rispetto alla propria realizzazione professionale e relazionale.


Terzo Seminario:
Follie.net: liberare il futuro
Giovedì 24 marzo 2011, ore 18
Aula Odeion, Facoltà di Lettere e Filosofia – Sapienza Università di Roma
Piazzale Aldo Moro 5 - Roma


A partire dal linguaggio teatrale (dalla maschera di Pedrolino, precario ante litteram), il terzo incontro intende affrontare l’esperienza del precariato dal punto di vista delle dinamiche creative nella progettazione di sé e del proprio futuro.

Ci domanderemo:
- quali dogmi (personali, sociali, istituzionali, accademici) è necessario scardinare per liberare forme nuove di creatività e per creare spazi per l’assunzione di responsabilità personale e generazionale?
- il mondo della formazione e della ricerca, con le sue strutture e i suoi mezzi, è ancora una valida officina di esperienze creative? Si rivela utile ai fini del raggiungimento di un’efficacia personale nel contesto attuale?
- come succede che, nella progettazione di sé e del proprio lavoro in un contesto di generale precarietà, si decida di assumersi “per professione” la responsabilità per le precarietà di altri?

INTERVENTI E CONTRIBUTI
1. SELENE BIFFI, presidente Youth Action for Change
2. DAVIDE CACCHIARELLI, ricercatore Genetica e Biologia molecolare, Sapienza


sabato 18 dicembre 2010

Come fuoco elettrico

"Sebbene è spento nel mondo il grande e il bello e il vivo, non ne è spenta in noi l’inclinazione. Se è tolto l’ottenere, non è tolto nè possibile a togliere il desiderare. Non è spento nei giovani l’ardore che li porta a procacciarsi una vita, e a sdegnare la nullità e la monotonia. Ma tolti gli oggetti ai quali anticamente si era rivolto questo ardore, vedete a che cosa li debba portare e li porti effettivamente.
L’ardor giovanile, cosa naturalissima, universale, importantissima, una volta entrava grandemente nella considerazione degli uomini di stato. Questa materia vivissima e di sommo peso, ora non entra più nella bilancia dei politici e dei reggitori, ma è considerata appunto come non esistente. Frattanto ella esiste ed opera senza direzione nessuna, senza provvidenza, senza esser posta a frutto (opera perchè quantunque tutte le istituzioni tendano a distruggerla, la natura non si distrugge, e la natura in un vigor primo freschissimo e sommo com’è in quell’età) e laddove anticamente era una materia impiegata e ordinata alle grandi utilità pubbliche, ora questa materia così naturale, e inestinguibile, divenuta estranea alla macchina e nociva, circola e serpeggia e divora sordamente come un fuoco elettrico, che non si può sopire nè impiegare in bene nè impedire che non iscoppi in temporali in tremuoti ecc."
Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1820